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MARE – LA MURA (GRUPPO MISTO): “NECESSARI AGGIORNAMENTI SUL PROGETTO PNRR PER LA TUTELA DEI FONDALI MARINI”

“Dall’entusiasmo per l’inserimento del progetto di tutela dei fondali marini nel PNRR, con lo stanziamento di 400 milioni di euro, alla sua battuta d’arresto, il passo sembrerebbe breve. Non abbiamo alcuna notizia o aggiornamento sull’investimento 3.5 del PNRR, un traguardo di cui sono particolarmente orgogliosa dato il mio personale interessamento. Ho predisposto una interrogazione parlamentare al MiTE che depositerò nelle prossime ore, il Ministero guidato da Cingolani dovrà chiarire i tempi e lo stato di avanzamento della progettualità”. Lo fa sapere la senatrice del gruppo Misto, Virginia La Mura, membro della commissione Ambiente di Palazzo Madama. “Il mare, che a causa dei cambiamenti climatici e dell’azione antropica già da tempo vive una fase di degrado, dovrà continuare a essere una priorità: solo con una conoscenza approfondita della localizzazione, dell’estensione e dello stato degli habitat costieri si può concretamente lavorare alla sua protezione e riqualificazione, nonché allo sviluppo di un’economia del mare sostenibile”.

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CONCORRENZA – VIRGINIA LA MURA (GRUPPO MISTO): “VALORIZZARE IL CARATTERE PUBBLICO DEL DEMANIO MARITTIMO”

La senatrice Virginia La Mura ha depositato nella commissione Ambiente, insieme alle colleghe Vilma Moronese e Paola Nugnes, alcune osservazioni all’articolo 2 del ddl Concorrenza sul tema delle concessioni dei balneari “Perché – spiega – sebbene la norma sia un buon punto di partenza su cui iniziare a lavorare in materia, essa comunque non considera l’urgenza di provvedere alla riforma del sistema delle concessioni sulla base della direttiva Bolkestein, e inoltre non riconosce appieno che il demanio marittimo appartiene alla collettività e non può esclusivamente realizzare gli interessi dei concessionari. La necessaria riforma del sistema delle concessioni balneari dovrà innanzitutto tenere conto della scarsità della risorsa, un aspetto avvalorato dai dati che in alcune regioni italiane registrano picchi del 70% sul fronte delle coste sabbiose già occupate dagli stabilimenti privati. È prioritario valorizzare il carattere pubblico del demanio marittimo, d’altra parte il ricorso alle concessioni dovrebbe essere configurato solo come una ipotesi eccezionale. Per questo, richiamando alla doverosa revisione dei canoni concessori, ho proposto che una cospicua parte dei proventi venga devoluta ai Comuni, spesso inadatti a offrire servizi di piena accessibilità e tutela ambientale per mancanza di risorse. Sul fronte della gestione integrata e sostenibile delle coste, le negligenze sono evidenti, servirebbero linee guida in grado di favorire interventi all’avanguardia contro l’erosione e che salvaguardino i cordoni dunali e le praterie di Posidonia. In questo senso il SID andrebbe aggiornato e semplificato, sia per standardizzare il caricamento delle informazioni sui canoni di concessione, sia per l’inserimento di dati utili alla tutela ambientale e delle biodiversità”.

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DIRETTIVA RINNOVABILI – VIRGINIA LA MURA (SI): “IL GOVERNO DÀ LA PRIORITÀ ALLE FONTI FOSSILI E DIMENTICA LA TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ”

“Il testo del Governo per recepire nel nostro Paese la direttiva sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili presenta gravissime criticità che vanno nella direzione opposta a quella richiesta dall’UE e a tal proposito ho presentato osservazioni dettagliate utili a risolvere tali problematiche”, così la Senatrice in Commissione Ambiente Virginia La Mura (SI).
“Innanzitutto, il Governo non adotta un Piano di gestione dello spazio marittimo, cosa che avrebbe dovuto fare entro il 31 marzo scorso. Il piano è utile anche a indicare aree marine da tutelare. Invece, a breve sarà approvato il PiTESAI, con lo scopo di individuare le aree dove sarà possibile svolgere o continuare a svolgere le attività di ricerca, prospezione e coltivazione degli idrocarburi. Insomma, prima il Governo individua le aree dedicate alle fonti fossili e solo dopo si preoccupa di individuare quelle da tutelare. Peccato che se si inizierà a trivellare in un’area da tutelare, certamente non sarà più possibile proteggerla! E tutto questo in spregio a quanto previsto dalle direttive UE. Intanto, il Governo prevede anche che, nelle more dell’adozione del Piano di gestione dello spazio marittimo, sono idonee per l’installazione di impianti di produzione di energia rinnovabile off-shore le piattaforme petrolifere in disuso e l’area distante due miglia nautiche da ciascuna di esse, oltre ai porti per gli impianti eolici. Per di più rendendo non vincolante il parere dell’autorità paesaggistica e riducendo i tempi per il rilascio delle autorizzazioni. Tutto ciò deve essere eliminato dal testo del Governo, altrimenti l’Italia rischierà un’ennesima procedura di infrazione. Come molto spesso accade, il Governo manca di una visione di insieme che promuova la coesistenza di tutte le attività relative al mare garantendo il buono stato ecologico delle acque marine, con il rischio di compromettere definitivamente alcuni settori economici, con le conseguenti ripercussioni sociali, di devastare interi territori e perdere l’occasione di assumere un ruolo centrale nel Mediterraneo e in Europa negli anni a venire”.

6/10/2021

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