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DL AIUTI- ERRANI (LeU-ECOSOLIDALI): “UN ERRORE POLITICO LA SCELTA DI NON VOTARE LA FIDUCIA MA LE RESPONSABILITA’ NON STANNO DA UNA PARTE SOLA”

“Questo decreto contiene misure utili e necessarie anche se non risolutive. E tuttavia, per non trovarci nella situazione in cui siamo oggi, si potevano trovare strade diverse, come sul termovalorizzatore, punto sul quale anche all’interno del gruppo di LeU c’è chi non condivide”, afferma nella sua dichiarazione di voto il senatore di LeU-Ecosolidali Vasco Errani.
“Se siamo onesti dobbiamo dirci che la responsabilità della situazione difficile in cui ci troviamo non sta da una parte sola. Io capisco le difficoltà del M5S, capisco che ci siano stati attacchi anche strumentali contro il M5S. E tuttavia considero la scelta di non partecipare al voto un errore politico che mette a rischio per l’oggi ma soprattutto per il domani un grande lavoro fatto insieme in questi anni”, prosegue il senatore Errani.
“Ma quel che mi colpisce di più è la distanza grande tra le discussioni che facciamo qui e la vita reale del Paese. Dobbiamo ora verificare con chiarezza e trasparenza se ci sono le condizioni per affrontare ciò che abbiamo di fronte: la necessità di completare la messa a terra del Pnrr, una pandemia che non è affatto finita, la riconversione ecologica, la guerra, la grande questione sociale che i drammatici dati INPS hanno illustrato. Il vero problema non è come si comporterà il Movimento Cinque Stelle nel voto di questo provvedimento ma l’enorme crisi sociale che abbiamo davanti, di fronte alla quale non possiamo fare finta di nulla: ci sono nodi gordiani che vanno sciolti con responsabilità e solidarietà. La responsabilità oggi è affrontare seriamente e concretamente la questione sociale. Draghi ha preso un impegno solenne: un nuovo patto sociale. Bene, costruiamolo davvero, per rispondere ai problemi dei tanti e delle tante famiglie e imprese che non ce la fanno, questa è la sfida ora ed è in Parlamento che questi impegni devono ora essere verificati.”

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SALARIO MINIMO – DE PETRIS (LeU): “DRAMMATICI DATI INPS DIMOSTRANO CHE NON È LA BANDIERA DI QUALCHE PARTITO MA UN’ESIGENZA ASSOLUTA DEL PAESE”

“I dati del rapporto Inps sono raggelanti e confermano, se mai ce ne fosse stato bisogno, che in Italia esiste un problema salariale enorme che va affrontato ora. Un quarto dei lavoratori prende meno di 9 euro lordi all’ora: deve quindi vivere con meno di 780 euro al mese. È un dramma per il presente e lo è anche per il futuro perché questa situazione inciderà sulle pensioni future. Oggi il 32% dei pensionati percepisce meno di 1000 euro al mese ma il quadro è destinato a peggiorare molto. È assurdo e sconcertante che, in queste condizioni, il salario minimo venga fatto passare per una bandiera identitaria del M5S invece che come una esigenza assoluta imposta dalla realtà”, afferma la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.

“Dovrebbe essere l’intero campo progressista, con il Pd in prima fila, a reclamare con massima forza il salario minimo, invece di fingere che si tratti di un braccio di ferro politicista tra il governo e una parte della maggioranza”, conclude la presidente De Petris.

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INPS – DE PETRIS (LeU): “E’ PARADOSSALE CHE PROPRIO LA LEGA CHIEDA LE DIMISSIONI DI TRIDICO. ORA E’ URGENTE CHIARIRE QUANTI NEL PAESE HANNO PRESO GLI AIUTI SENZA AVERNE BISOGNO”

E’ semplicemente paradossale che la Lega, cioè il partito che conta il maggior numero di parlamentari e consiglieri che hanno chiesto il bonus non avendone alcuna necessità, chieda oggi le dimissioni del presidente dell’Inps Tridico. Significa davvero non conoscere vergogna”, afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto.

Il problema non sono certo le dimissioni di Tridico ma, piuttosto, i necessari accertamenti per individuare quanti autonomi e professionisti hanno ottenuto il bonus senza averne alcun bisogno e quante aziende hanno fatto lavorare i loro dipendenti pur se in cassa integrazione. Tutti costoro hanno tolto risorse e ristoro a chi si trovava in condizioni realmente disperate ed è necessario chiarire le dimensioni di un fenomeno grave al quale si deve mettere riparo”.

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SCUOLA – DE PETRIS (LEU): “DOCENTI E PERSONALE ATA SENZA PENSIONE NE’ TFR, A RISCHIO POVERTA’, BUSSETTI E DI MAIO SI ATTIVINO”

 

“E’ una vergogna che ad oggi centinaia di docenti e personale ATA, in pensione a decorrere dal 1 settembre 2018, non ricevono ancora l’assegno pensionistico e dovranno aspettare ancora molto tempo prima di poter ricevere l’indennità di buonuscita o trattamento di fine servizi. Una situazione insostenibile che sta provocando anche molti casi di vera e propria indigenza. Chiedo ai Ministri Bussetti e Di Maio di attivarsi subito, garantendo a tutto il personale dei settori interessati, dopo lunghe carriere lavorative, la tutela dei propri diritti pensionistici”.

Così la senatrice di LeU Loredana De Petris in un’interrogazione indirizzata ai Ministri dell’istruzione, dell’università e della ricerca e dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali.

“Dal 2018 la procedura per la verifica dei requisiti non viene seguita dagli uffici scolastici provinciali, ma dall’Inps, che determina il via libera ai pensionamenti in base ai dati offerti dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, che però non sarebbero sempre aggiornati. Si sta così verificando un rimpallo di responsabilità fra l’ente di previdenza sociale e il Ministero. A questo punto i Ministri dell’Istruzione e del lavoro devono espletare le pratiche necessarie al fine di evitare che i pensionati interessati possano trovarsi in situazioni di povertà”.

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