All Posts Tagged: Luciana Lamorgese

COVID-19 – RUOTOLO: “È IL SOLITO SALVINI CHE PENSA DI ESSERE TORNATO AL PAPEETE E ATTACCA I MINISTRI SPERANZA E LAMORGESE”

“La variante inglese in 15 giorni passa dal 10% al 60% con le conseguenze che abbiamo visto in Inghilterra. L’agenda non la decidono i politici né gli esperti, la fa il virus. A dirlo è il virologo Andrea Crisanti ad Agorà su Rai Tre, questa mattina. Si, sono tutti preoccupati, esperti e non solo. Chi invece non ha capito la gravità della situazione e pensa di essere tornato al Papeete è il solito Matteo Salvini che attacca i ministri Speranza e Lamorgese. Pensa di tornare al vecchio copione, un po’ uomo di governo e molto leader dell’opposizione ma questa volta il leader leghista ha di fronte l’epidemia da Covid – 19 che rischia di aggravarsi con la variante inglese se non si interviene subito con rigore. L’agenda la fa il virus”. Così il senatore Sandro Ruotolo del Gruppo Misto.

Approfondisci

MAFIA – DE PETRIS (LEU): “FRASE GRAVISSIMA DEL SINDACO DI ANZIO IN DIRETTA TV, QUALI SONO I MOTIVI DEL MANCATO COMMISSARIAMENTO DEL COMUNE? LA MINISTRA LAMORGESE CHIARISCA”

“Da tempo nel territorio di Anzio (Roma) risultano fortemente radicate associazioni di tipo mafioso. Nei giorni scorsi, durante una trasmissione televisiva locale “Young tv”, il sindaco di Anzio, Candido De Angelis, rispondendo a una questione posta da un telespettatore, faceva un chiaro riferimento ad interferenze della politica nelle decisioni del prefetto di Roma. Si tratta di una dichiarazione gravissima, per questo ho rivolto un’interrogazione al Ministro dell’Interno, per sapere se sia al corrente di questi ultimi fatti accaduti e se sia in grado di fornire chiarimenti in merito alla vicenda del mancato commissariamento del Comune di Anzio già nel 2018″.

Lo ha dichiarato la senatrice di Leu, Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto, che ha presentato un’interrogazione urgente alla Ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese.

“Nel 2016, alla luce di gravi episodi intimidatori ai danni di amministratori e politici locali, furono presentate dai gruppi parlamentari di SEL, Movimento 5 stelle e PD diverse interrogazioni che chiedevano al Ministro dell’interno pro tempore di valutare la nomina di una commissione di accesso in seno al Comune di Anzio. In seguito, Nel maggio 2018 è stata incendiata la Smart della dirigente del commissariato di Polizia di Anzio e Nettuno, il vicequestore Adele Picariello. Pochi mesi dopo viene intercettata una missiva con un proiettile e un messaggio: “stai zitta”. La missiva era indirizzata al segretario generale del Comune di Anzio pro tempore Marina Inches. Nella relazione conclusiva della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie del 7 febbraio 2018, si auspicava esplicitamente un’immediata nuova valutazione della situazione del comune di Anzio, al fine di verificare la sussistenza degli elementi per nominare una commissione d’accesso in seno al comune. Ritengo pertanto necessaria che la ministra Lamorgese faccia sapere cosa intende fare per garantire la legalità nel comune di Anzio da tempo ‘sorvegliato speciale’ “.

Approfondisci

FRANCIA – DE PETRIS (LeU): “GLI ATTACCHI DELLA DESTRA ALLA MINISTRA LAMORGESE SONO IGNOBILI. E’ DIFFICILE DIALOGARE CON CHI ARRIVA COSI’ IN BASSO”

Esprimo totale solidarietà alla ministra Lamorgese, oggetto di un attacco tra i più ignobilI. La sceneggiata della visita di ieri del senatore Salvini per ‘chiedere scusa’, non si capisce di cosa, a nome dell’Italia è uno dei punti più bassi raggiunti da una politica svilita a pura propaganda di bassissima lega”, afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto.

Ricordo al senatore Salvini che il 22 settembre scorso, al momento dell’arrivo dell’attentatore in Italia, erano in pieno vigore i suoi decreti. Mi chiedo se chi muove attacchi del genere alla ministra degli Interni ritenga che tra i doveri di un governo ci sia anche quello di leggere nella mente di chi arriva. Solo la telepatia avrebbe infatti permesso di scoprire quanto pericoloso fosse un migrante che non era mai stato segnalato come estremista e possibile terrorista. In un momento come questo il dialogo tra maggioranza e opposizione sarebbe effettivamente importante. Ma dialogare con chi pur di raccattare qualche consenso arriva a punti simili non è facile”, conclude la senatrice di LeU.

Approfondisci

DL SICUREZZA – DE PETRIS (LeU): “LA DECISIONE DI BLOCCARE LA PARTENZA DELLA MAR JONIO E’ GRAVISSIMA E OPPOSTA ALLE INTESE. IL GOVERNO CHIARISCA UNA VOLTA PER TUTTE”

“A che gioco stiamo giocando? Da un lato il presidente del consiglio si impegna a portare subito in cdm i nuovi dl Sicurezza, che avrebbero dovuto essere legge già da un anno. Dall’altro la ministra Lamorgese riprende l’assurda guerra di Salvini contro le Ong, colpevoli di salvare vite in mare”, afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto.

“Speravamo che fossero state mal interpretate o frutto di un equivoco le affermazioni della ministra di fronte al Comitato parlamentare Schengen, con la proposta di peggiorare le sanzioni contro le Ong portandole da economiche a penali. Insomma non le multe ma direttamente la galera. Oggi l’ingiustificabile decisione di impedire l’ingresso sulla Mar Jonio dei tecnici di soccorso, indispensabili per le missioni di salvataggio, conferma invece quelle dichiarazioni. Siamo di nuovo alla crociata contro le Ong, al divieto di soccorrere e di salvare vite. Non è certo questo che avevamo in mente quando, al momento di dar vita a questa maggioranza, concordammo tutti sulla necessità di abrogare o modificare radicalmente i vergognosi dl Salvini. E’ dunque indispensabile che il governo assuma una posizione chiara, univoca, inequivocabile e dia seguito agli impegni portando nuovi dl Sicurezza, con l’abrogazione delle norme inumane volute da Salvini, nel prossimo cdm”, conclude la presidente De Petris.

Approfondisci

CASO IRPINIA – MINISTRA LAMORGESE RISPONDE AL QUESTION TIME DEL SENATORE RUOTOLO: “PRESTO AUMENTEREMO GLI ORGANICI DELLA POLIZIA CON 14 NUOVE UNITA’, C’E’ LA MASSIMA ATTENZIONE PER QUEI TERRITORI”

A breve sarà disposta l’assegnazione di una ulteriore aliquota di 14 unità di agenti presso la Questura di Avellino e presso i reparti della polizia stradale. Rinforzi che potenzieranno la rete dei presidi della polizia di Stato in Irpinia che al momento possono contare su di un numero complessivo 455 unità”. È la risposta della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese all’interrogazione urgente del senatore Sandro Ruolo del Gruppo Misto nel corso del Question time di oggi al Senato, sulla preoccupante escalation criminale in Irpinia, culminata lo scorso martedì con l’omicidio del pregiudicato Orazio De Paola, 58 anni, considerato dagli inquirenti il principale referente del clan camorristico Pagnozzi. “È solo l’ultimo gravissimo episodio di un quadro criminale che preoccupa e allarma l’opinione pubblica mettendone a rischio la stessa incolumità dei cittadini” – ha sottolineato il senatore Ruotolo – “Clan ancora potenti che, nonostante le inchieste, oltre a controllare affari illeciti sul territorio risultano avere robusti interessi anche nel basso Lazio, in Toscana e a Roma”. Il ministro ha assicurato che : “L’attenzione è massima verso quel territorio e l’impegno delle forze di polizia si traduce in una intensa attività di prevenzione e contrasto soprattutto, nella delicata fase che il Paese sta attraversando, riguardo al fenomeno delle infiltrazioni camorristiche in Irpinia rilevate anche dalle analisi criminali più recenti”. Il senatore Ruotolo nella sua replica si è detto soddisfatto: “Mi auguravo questa sua risposta perché sappiamo tutti che serve la prevenzione ma serve anche l’elemento di repressione sul territorio. Rilevo poi la pericolosità di questa camorra che come è evidenziato nell’ultima relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia, è un camorra moderna, silente, silenziosa, che ha i suoi rapporti e che riesce a infiltrarsi nell’amministrazione pubblica e negli enti locali”.

Approfondisci

MERCATO ORTOFRUTTICOLO DI FONDI – RUOTOLO (GRUPPO MISTO): “ABBIAMO CHIESTO AL MINISTRO LAMORGESE DI ASSICURARE LA BONIFICA RADICALE DELLA FILIERA AGROALIMENTARE DA OGNI CONDIZIONAMENTO MAFIOSO E VALORIZZARE IL LAVORO DEGLI INQUIRENTI E DELLE FORZE DELL’ORDINE”

“Quali iniziative il ministro dell’Interno intende adottare per valorizzare il prezioso lavoro degli inquirenti e delle forze dell’ordine nel territorio di Fondi e assicurare la bonifica radicale della filiera agroalimentare da ogni condizionamento mafioso, affinché si assicuri legalità e trasparenza?” Lo chiede il senatore Sandro Ruotolo (Gruppo Misto) in una dettagliata interrogazione rivolta al Ministro dell’Interno Lamorgese e sottoscritta dalle senatrici Loredana De Petris e Paola Nugnes.  “Le infiltrazioni criminali nel territorio di Fondi (Latina) sono state oggetto negli anni di molteplici attenzioni da parte degli investigatori e delle forze dell’ordine a causa del radicamento che varie organizzazioni mafiose esercitano sul settore agroalimentare, uno dei comparti produttivi più importanti del Paese, al fine di monopolizzare i trasporti da e per il mercato ortofrutticolo (MOF) del comune dell’agro pontino. Il mercato ortofrutticolo di Fondi, tra i più importanti in Europa, movimenta oltre 1,1 miliardi di chili di ortaggi e frutta provenienti da oltre 4.000 imprese agricole, soddisfacendo il fabbisogno annuale negli approvvigionamenti alimentari di oltre 4 milioni di italiani. Già a partire dall’inchiesta condotta dalla DIA di Roma e dal Comando provinciale dei Carabinieri di Latina nel 2009 risulta l’influenza pervasiva nella gestione del mercato ortofrutticolo di Fondi esercitata dagli uomini della ‘ndrangheta calabrese appartenenti alla nota cosca Tripodo di Reggio Calabria, la cui mediazione per l’accesso al MOF era stata svelata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria nel 2007. Altre operazioni dell’antimafia, ‘Sud pontino’, ‘Store’, ‘Gea’ e ‘La Paganese’ hanno evidenziato successivamente il controllo del trasporto ortofrutticolo attuato da un cartello di clan della camorra, della mafia e della ‘ndrangheta che imponevano, di fatto, regole e tariffe a vettori e produttori nel mercato di Fondi”. “Le indagini, in particolare, hanno fatto emergere un ruolo chiave nel condizionamento criminale da parte di Giuseppe D’Alterio per i suoi rapporti con la mafia calabrese e con i clan camorristici, in particolare quello dei Casalesi, utili per garantire che i mezzi di trasporto, oltre ai prodotti ortofrutticoli, potessero essere utilizzati anche per trasportare sostanze stupefacenti. Le ultime indagini hanno fatto emergere l’isolamento in cui ha lavorato l’amministratore giudiziario de ‘La Suprema Srl’, ex società di trasporto di D’Alterio, per mandare avanti l’azienda posta sotto sequestro, allo scopo di dare continuità al lavoro e alle commesse, prima di essere obbligato a metterla in liquidazione, mentre sarebbe stata agevolata la neonata società intestata alla moglie di D’Alterio. La criminalità riesce ad insinuarsi perfettamente nella filiera del cibo, dalla produzione al trasporto, dalla distribuzione alla vendita, assicurando il riciclaggio di patrimoni illeciti che provengono dal traffico di stupefacenti, assumendo il controllo del mercato attraverso intimidazioni, estorsione, impiego di denaro illecito, concorrenza con minaccia o violenza e reati commessi con l’aggravante del metodo mafioso, come risulta emblematicamente dalle vicende giudiziarie attorno al mercato ortofrutticolo di Fondi. Secondo il dossier sulle Agromafie di Eurispes il volume d’affari annuale delle mafie nel settore agroalimentare arriva a 24,5 miliardi di euro. Un quadro allarmante che ci ha spinti a chiedere al ministro Lamorgese un intervento affinché si assicuri una bonifica radicale della filiera agroalimentare da ogni condizionamento mafioso e si valorizzi il prezioso lavoro degli inquirenti e delle forze dell’ordine nel territorio di Fondi, garanzia di legalità e trasparenza”.

Approfondisci

IMMIGRAZIONE, FUNERALE THOMAS DANIEL – RUOTOLO (GRUPPO MISTO): “ABBIAMO CHIESTO SCUSA ALLA VEDOVA DELL’OPERAIO EDILE MORTO NEL CANTIERE ABUSIVO A NAPOLI”

Quel silenzio, quel pianto disperato di Cinthia Daniel è uno schiaffo, un pugno per tutti noi. Thomas, come tanti altri migranti che risiedono a Castelvolturno, partiva alle 5 di mattina per lavorare come muratore in qualche cantiere di Napoli e della sua provincia. Lo faceva da anni ma la sera del primo giugno Thomas non è tornato a casa e per 48 ore non si è saputo nulla di lui. Poi l’amara verità: Thomas era morto a Napoli in un incidente sul lavoro. Oggi insieme a Erasmo Palazzotto, Paola Nugnes e Gennaro Migliore e anche a nome di un folto numero di parlamentari della Repubblica italiana ai funerali di Thomas nella chiesa di San Gaetano di Thiene, a Mondragone, abbiamo espresso le nostre condoglianze alla vedova, la signora Cinthia Daniel, e le scuse all’intera comunità di Castel Volturno per quello che è successo a Thomas Daniel, vittima innocente di un incidente sul lavoro”. Lo scrive il senatore Sandro Ruotolo del Gruppo Misto, che insieme a una delegazione di parlamentari oggi ha partecipato al funerale di Thomas Daniel, l’operaio edile ucciso da un crollo di un muro di contenimento di un cantiere abusivo. “Da Castelvolturno, chiediamo al governo, al presidente Conte, alla ministra dell’interno, Luciana Lamorgese, di modificare le norme sulla regolarizzazione dei migranti. Perché non estendere la regolarizzazione anche al settore edile ed altri settori? C’è bisogno di restituire dignità a questi lavoratori, di salvare i rinnovi dei permessi di soggiorno per motivi umanitari, cancellati dai decreti sicurezza, per evitare che in Italia altri 110.000 persone diventino invisibili, 2.000 solo a Castel Volturno”.

Approfondisci

IMMIGRATI – DE PETRIS (LeU): “E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI CANCELLARE I DL SICUREZZA DI SALVINI”

E’ arrivata l’ora di cancellare la vergogna dei dl Sicurezza imposti a suo tempo dall’allora ministro degli Interni Salvini. Lo dobbiamo prima di tutto agli immigrati irregolari, costretti a lavorare come schiavi a rischio della vita. Come Thomas Daniel, il ragazzo liberiano di appena vent’anni morto il primo giugno scorso a Pianura insieme al sessantunenne italiano Ciro Perucci mentre lavoravano in nero, per 40 euro al giorno, in un cantiere abusivo, per costruire una casa abusiva. Tutto questo deve finire”, afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto.

Nei giorni scorsi ho rivolto un’interrogazione alla ministra degli Interni Lamorgese per chiedere cosa il governo intenda fare per dar seguito all’impegno di discontinuità sui dl Sicurezza assunto al momento della sua nascita. I dl Sicurezza, oltre a offendere la nostra civiltà, sono una garanzia solo per la criminalità organizzata, che può avvalersi dell’opera di migliaia di persone disperate e ridotte alla fame, e per chi vive sfruttando un lavoro sottopagato e senza alcuna protezione. Sono decreti Insicurezza ed è arrivato il momento di abrogarli, come ci eravamo impegnati a fare quando abbiamo dato vita a questa maggioranza”.

Approfondisci

DL SICUREZZA – DE PETRIS (LEU): “NON VANNO CAMBIATI MA ABROGATI”

 

“I decreti sicurezza di Salvini non vanno ‘cambiati’, come dice la ministra Lamorgese, ma abrogati. Sarebbe assurdo parlare di discontinuità e poi mantenere le multe per chi salva vite umane. Altrettanto urgente è rivedere radicalmente i termini del memorandum con la Libia. Le modifiche proposte dal ministro degli Esteri sono del tutto insufficienti. L’Italia non può continuare a finanziare e a fornire mezzi a chi nei lager stupra e tortura”, dichiara la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto.

“Come LeU siamo stati estremamente pazienti. Abbiamo aspettato che il governo affrontasse la legge di bilancio e rinviasse quel che avrebbe dovuto essere fatto subito. Ora però non c’è più tempo, tanto più se il governo intende davvero aprire una nuova fase. E’ ora di muoversi e di segnare davvero la discontinuità promessa”.

Approfondisci

FASSINA FERITO – DE PETRIS (LEU): “UN EPISODIO DI UNA GRAVITA’ INAUDITA, LAMORGESE RISPONDA A INTERROGAZIONE”

 

“L’aggressione di ieri contro un parlamentare della Repubblica e due dirigenti sindacali è un episodio di una gravità inaudita sul quale non si può sorvolare come se nulla fosse”. Lo dichiara la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto.

“Il ministro degli Interni Luciana Lamorgese deve rendere conto di quanto avvenuto. Ho pertanto rivolto un’interrogazione al ministro, perché spieghi come sia potuto accadere che il parlamentare e consigliere di LeU Stefano Fassina, e due sindacalisti, Natale Di Cola, segretario della Fp Cgil di Roma e del Lazio, e Alberto Civica, segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, siano stati violentemente caricati dalla polizia nel corso di una manifestazione pacifica e autorizzata di lavoratori che protestavano contro la minaccia di licenziamento”, conclude la presidente De Petris.

Approfondisci