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GUERRA UCRAINA – RUOTOLO (GRUPPO MISTO): “LAVORARE PER UN CESSATE IL FUOCO. L’ITALIA LAVORI PER IL PROCESSO DI PACE”

“È il caso che l’Europa e l’Italia prendano le distanze dal governo britannico il cui ministro della difesa ritiene del tutto legittimo che “l’Ucraina effettui attacchi all’interno della Russia per interrompere le linee di rifornimento”. È giunto il momento della de escalation militare e di lavorare per un cessate il fuoco. L’Italia sostenga qualsiasi sforzo per avviare il processo di pace a cominciare dall’Onu”. Lo dichiara in una nota il senatore Sandro Ruotolo del Gruppo Misto.

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CLIMA – DE PETRIS (LeU): “DALLA COP26 DEVONO ARRIVARE IMPEGNI VINCOLANTI O GLI OBIETTIVI DEL G20 NON SARANNO RAGGIUNTI”

“La Cop26 dell’Onu sul clima riunita a Glascow è un’occasione di portata storica che deve essere colta a ogni costo. È possibile uscire finalmente dalla dimensione delle dichiarazioni e delle promesse per passare ai fatti concreti, gli unici che possano frenare un disastro altrimenti irreversibili. Sono presenti tutti i Paesi, la sede è la più adeguata ad assumere decisioni vincolanti e tassative senza le quali sarà impossibile fermare un disastro irreversibile”, afferma la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.

“L’impegno del G20 ad abbassare la temperatura sino a 1,5°C entro metà secolo non potrà essere realizzato senza questi impegni precisi e vincolanti ed è su questo piano che si deve muovere risolutamente la Cop26. È ora di dar seguito all’allarme che tutti lanciano senza poi muoversi di conseguenza. Ma non c’è più tempo ed è il momento di agire”, conclude la presidente De Petris.

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CLIMA – DE PETRIS (LeU): “L’ALLARME ONU DICE CHE NON C’È PIù UN MINUTO DA PERDERE. COP26 ASSUMA DECISIONI DRASTICHE E VINCOLANTI”

“L’allarme lanciato dall’Omm, Organizzazione metereologica mondiale, organo dell’Onu, conferma quello che ripetiamo inascoltati da anni. Le concentrazioni di gas che determinano l’effetto serra non solo non diminuiscono ma continuano ad aumentare. In queste condizioni non sarà possibile neppure raggiungere gli obiettivi definiti a Parigi sul contrasto ai mutamenti climatici. Quella che si profila è una tragedia i cui effetti devastanti saranno molto più gravi di quelli della pandemia e siamo ormai vicinissimi al punto di non ritorno, oltre il quale sarà impossibile fermare il cambiamento climatico”, afferma la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.

“Non possiamo perdere più neppure un minuto. La Cop26 che si riunirà a Glascow tra pochi giorni deve assumere decisioni drastiche e vincolanti. Non è più tempo di parole e promesse. Gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici sono già all’opera e lo vediamo ogni giorno anche in Italia. Questo è il tempo dell’azione: o il mondo si muove subito e con determinazione oppure la stessa sorte della vita sul pianeta sarà a rischio”, conclude la presidente De Petris.

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COLOMBIA – PARLAMENTARI ITALIANI: “TRIBUNALE INTERNAZIONALE APRA UN PROCEDIMENTO PENALE CONTRO IL GOVERNO PER OMICIDI E ARRESTI ARBITRARI”

 

“Ogni giorno ci arriva una notizia più drammatica, un video più crudele e la disperazione delle famiglie dei giovanissimi che sono scomparsi e che probabilmente non torneranno mai più”. Abbiamo quindi ritenuto di dover fare qualcosa di fronte a questa catastrofe umanitaria”, afferma la senatrice del Gruppo Misto Paola Nugnes.

“Dopo che la ONG Fundacion Internacional de Derechos Humanos ha sollecitato il tribunale internazionale del’Aja per presunti crimini contro l’umanità, con alcuni altri Senatori e Deputati italiani, riportati in calce, abbiamo chiesto al tribunale internazionale un procedimento penale per accertare le responsabilità del caso. Dal 28 aprile la Colombia vive uno dei momenti più drammatici della sua storia. E l’ONU e la UE hanno richiamato più volte il governo colombiano invitando al dialogo, si legge nella lettera dei parlamentari italiani, ma sembra che nessuno abbia voglia di ascoltare. Al 27 maggio, secondo la ONG Temblores, ci sono stati 43 morti, 1445 arresti arbitrari, 22 violenze sessuali, 175 casi di sparatorie per mano della forza pubblica. Un quadro drammatico, una violazione palese dai diritti umani e civili. Assistiamo alla più grande documentazione virtuale di atti di violenza di ogni genere. Cittadini e attivisti per i diritti umani hanno fatto un grande lavoro di raccolta degli interventi violenti da parte della polizia e dei paramilitari. Su queste basi, sulle migliaia di prove e di discipline di casi documentari crediamo che la comunità internazionale debba intervenire, sia ristabilendo la pace, ma soprattutto punendo i responsabili”.

Senatori: Elena Fattori, Virginia La Mura, Matteo Mantero, Paola Nugnes.

Deputati: Jessica Costanzo, Guia Termini, Doriana Sarli.

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ISRAELE-GAZA – APPELLO DEI SENATORI E DELLE SENATRICI PER IL CESSATE IL FUOCO

Sappiamo tutti come andrà a finire. Hamas continuerà a lanciare razzi verso Israele fin quando potrà e gli israeliani bombarderanno Gaza e se sarà necessario invieranno le truppe di terra.

A pagarne le conseguenze saranno come sempre i civili. Non esiste la guerra intelligente. Gli effetti collaterali dei bombardamenti sono bambini, donne, uomini, anziani che muoiono. Non è il momento di schierarsi con una delle parti in causa.

È il momento di chiedere alla comunità internazionale, all’Onu, all’Europa, ai singoli Paesi, di imporre una tregua immediata e una iniziativa diplomatica più forte.

Ci sono le risoluzioni dell’Onu, gli accordi pace di Oslo, che sono stati disattesi. Da tutti. Ma è l’unica strada percorribile. “Due popoli e due Stati” che ha i suoi nemici nella destra radicale israeliana e nell’estremismo di Hamas.

Chiediamo al governo italiano di riferire in Parlamento sulla escalation militare in Israele e Palestina. Vanno riconosciuti pari dignità e sicurezza alle popolazioni israeliana e palestinese. Non ci sono alternative ai negoziati di pace. Deponete le armi, tutti

Maurizio Buccarella, Tommaso Cerno, Monica Cirinnà, Loredana De Petris, Vasco Errani, Piero Grasso, Francesco Laforgia, Franco Mirabelli, Gianni Pittella, Roberto Rampi, Sandro Ruotolo.

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MIGRANTI – DE PETRIS (LEU): “GRAVE E SBAGLIATO RINGRAZIARE LA LIBIA CHE VIOLA I DIRITTI UMANI”

“Dalla prima visita di Draghi in Libia, come premier italiano e europeo, sarebbero dovute arrivare parole chiare sulla sistematica violazione dei diritti umani nei campi di detenzione degli immigrati regolarmente violati in Libia, come regolarmente denunciate dall’Onu e invece sono arrivate le parole di ringraziamento per i cosiddetti salvataggi in mare della guardia costiera per riportarli nei campi delle violenze e torture e rivenderli ai trafficati. Tutto questo è grave e sbagliato”.

Lo ha dichiarato la capogruppo di Leu al Senato Loredana De Petris.

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WORLD WATER DAY – DE PETRIS (LeU): “L’ACCESSO ALL’ACQUA È UN DIRITTO DELL’UMANITA’. A 10 ANNI DAL REFERENDUM IN ITALIA LA GESTIONE ANCORA NON È STATA RIPUBBLICIZZATA”

“Oggi è la giornata mondiale dell’acqua, il World Water Day, e oggi stesso verrà presentato il Rapporto Onu sulla situazione dell’acqua nel mondo, che rappresenta un problema enorme. L’acqua è la fonte stessa della vita ma non è una risorsa illimitata. Secondo le stime Unicef sono circa 2,2 miliardi le persone che non dispongono di accesso sufficiente all’acqua. Il 60% della popolazione mondiale non ha servizi igienici adeguati. La siccità lascia senza acqua per almeno un mese l’anno 4 mld di persone. I bambini che muoiono ogni giorno per le infezioni provocate da acqua non depurata sono mille. Questa situazione gravissima è ulteriormente e drasticamente peggiorata dai cambiamenti climatici: entro pochi decenni il 40% della popolazione mondiale sarà priva dell’acqua necessaria alla sopravvivenza”, dichiara la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.

“Solo in Italia il 40% del consumo quotidiano d’acqua è dovuto alla dispersione. Controllare gli sprechi , tutelare e garantire l’accesso libero di tutti alla risorsa più essenziale per la vita è indispensabile. Non sarà però possibile riportare la situazione sotto controllo e garantire l’accesso per tutti finché l’acqua verrà considerata un prodotto commerciale grazie al quale potersi arricchire. L’acqua è il bene comune per eccellenza e deve essere alla portata di tutti. A dieci anni dal referendum, in Italia l’acqua ancora non è tornata a essere davvero pubblica. La proposta di legge per il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua è ferma da tre anni alla Camera. E’ evidente il tentativo di ignorare la scelta degli elettori, ma anche ogni regola di civiltà e umanità, per far sì che l’acqua rimanga un prodotto di mercato, nonostante le conseguenze disastrose per l’intero pianeta”, conclude la presidente De Petris.

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CASO PACIOLLA – RUOTOLO (GRUPPO MISTO): “SERVE UNA MOBILITAZIONE DELL’OPINIONE PUBBLICA, PERCHE’ ABBIAMO IL DIRITTO DI CONOSCERE LA VERITA'”

“Un’inchiesta del maggior quotidiano colombiano avvalora l’ipotesi dell’uccisione di Mario Paciolla, operatore Onu, e chiama in causa il governo colombiano ai più alti livelli. Serve la mobilitazione dell’opinione pubblica perché abbiamo il diritto di conoscere la verità”. Lo scrive in un tweet il senatore Sandro Ruotolo del Gruppo Misto che aggiunge : “In attesa dell’esito dell’autopsia e delle indagini condotte dagli investigatori, inquietano i dettagli che stanno emergendo dalla stampa e che ancora di più chiamano in causa i responsabili della missione di pace dell’ONU che continuano a sottrarsi e con caparbietà sospetta a non fornire informazioni alle autorità. Occorre fare luce sul caso Paciolla, non è un auspicio ma un dovere civico e di verità verso un giovane italiano che con la sua importante opera stava contribuendo a scrivere pagine di pace”.
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PACIOLLA – RUOTOLO (GRUPPO MISTO): “NESSUN MURO DI GOMMA DOVRA’ OPPORSI ALLA VERITA'”

“Nessun muro di gomma dovrà opporsi alla verità. Siamo preoccupati per le notizie che arrivano dalla Colombia dove 4 agenti della polizia di San Vicente del Coguan sarebbero stati messi sotto inchiesta dalla Procura generale colombiana per intralcio alla giustizia. Se è vero che avrebbero consegnato ad un’unità dell’Onu gli effetti personali di Mario Paciolla, il giovane cooperante napoletano delle Nazioni unite trovato morto il 15 luglio scorso nella sua abitazione, la risposta del governo italiano deve essere immediata e netta. Bisogna chiedere al segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, di mettere subito a disposizione della magistratura italiana e di quella colombiana tutti gli elementi utili per fare chiarezza sulla morte di Mario Paciolla. Nessun muro di gomma dovrà opporsi alla verità. Vogliamo sapere come e perché è morto Mario Paciolla che proprio per conto dell’Onu lavorava per la pace in Colombia” . Lo afferma il senatore Sandro Ruotolo del Gruppo Misto.

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PACIOLLA – RUOTOLO (GRUPPO MISTO): “PRETENDERE DALLE NAZIONI UNITE LA MASSIMA COLLABORAZIONE CON LE AUTORITA’ ITALIANE E CON I LEGALI DELLA FAMIGLIA PACIOLLA PER CONOSCERE LA VERITA'”

“Pretendere, è la parola giusta, dalle Nazioni Unite la massima collaborazione con le autorità italiane e con i legali della famiglia per conoscere la verità sulla morte di Mario Carmine Paciolla, il nostro connazionale 33enne, ritrovato privo di vita presso la propria abitazione a San Vicente del Caguan, località a 650 chilometri da Bogotà”. Lo ha chiesto al ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio, nel corso della seduta del Question Time, il senatore Sandro Ruotolo (Gruppo Misto) che ha presentato una interrogazione urgente insieme ai parlamentari Loredana De Petris e Vasco Errani sul caso Paciolla. “Il nostro connazionale era cooperante Onu ed era impegnato da due anni con le Nazioni Unite, in un progetto che mirava a riconvertire gli ex combattenti al lavoro nei campi e svolgeva il monitoraggio per il rispetto degli accordi di pace tra il Governo colombiano e le FARC, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia. Vista la gravità dei fatti e il turbamento e lo sconcerto nell’opinione pubblica, sollecitiamo il Ministro al massimo impegno nei confronti del Governo colombiano, e ad adottare tutte le iniziative affinché si svolgano le opportune indagini per giungere a risposte convincenti, per la ricerca della verità e della giustizia per la morte del nostro connazionale Mario Carmine Paciolla. E per ottenere queste risposte c’è bisogno della massima collaborazione delle Nazioni Unite”.

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