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ENERGIA – DE PETRIS (LeU): “LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA DI CONSIDERARE FONTI VERDI GAS E NUCLEARE METTE A RISCHIO LA TRANSIZIONE ENERGETICA”

“La decisione della Commissione europea di considerare gas e nucleare fonti ‘verdi’ utili per la transizione energetica è molto grave e pericolosa. Mette a forte rischio gli obiettivi che si era data l’Europa nella lotta contro i cambiamenti climatici: riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 e azzeramento delle emissioni entro il 2050. L’effetto che si produrrà è infatti lo spostamento degli investimenti dalle rinnovabili a queste fonti che non sono né pulite né sicure. Nel caso del nucleare si tratta inoltre di una fonte molto costosa “, afferma la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.

“Ci auguriamo che il Consiglio e il Parlamento europei fermino questa scelta folle che minaccia alle radici sia il Green New Deal che la transizione energetica”, conclude la presidente De Petris.

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SENATO – DE PETRIS (LeU): “IL CLIMA E’ LA PRIMA URGENZA CHE L’UE DEVE AFFRONTARE. IL MES E’ UNO STRUMENTO DA MODIFICARE NEL QUADRO DI UNA NUOVA ARCHITETTURA EUROPEA”

La questione più importante e urgente che l’Italia deve portare al Consiglio europeo è l’emergenza climatica. Oggi l’Onu ha lanciato un nuovo allarme, affermando che la prospettiva del riscaldamento globale resta sopra i 3 gradi, molto lontana dagli accordi di Parigi. E’ questa l’emergenza che l’Unione europea deve affrontare convogliando realmente il massimo dello sforzo anche del Next Generation Eu sulla transizione verde e il Green New Deal. Non c’è oggi in Europa e nel mondo problema più drammatico e urgente”, afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto.

Nella discussione sul Mes continua a emergere nel dibattito italiano una contrapposizione assurda tra fondamentalisti pro-Mes o contro Mes. E’ evidente che il Mes è uno strumento arcaico, che va profondamente modificato all’interno di quella che deve essere la nuova architettura istituzionale europea. Al centro di questa modifica deve esserci il superamento del Patto di Stabilità, che altrimenti tornerà in vigore nel 2021. Quella è la catena che è interesse fondamentale dei cittadini italiani ed europei lasciarsi alle spalle per costruire la nuova Europa. Anche la discussione sulla gestione del Recovery Plan italiano deve essere impostata in tutt’altro modo. Nessuno è più di noi contrario alla cultura del commissariamento e delle deroghe. Ma il punto nodale, quello da cui dipende il successo del Piano, è un intervento tale da rendere infinitamente più efficiente la Pa e questo può realizzarsi solo attraverso un massiccio piano di assunzioni di personale qualificato e adeguato a questo compito”, conclude la presidente De Petris.

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RECOVERY PLAN – DE PETRIS (LeU): “LA SOLA URGENZA E’ CHE IL PIANO PARTA PER TEMPO. NESSUNA DELEGA AI TECNICI MA E’ NECESSARIO IL COORDINAMENTO DI PALAZZO CHIGI”

La sola vera ed estrema urgenza, per il Paese, è che il Recovery Plan parta tempestivamente, rispetti le indicazioni delle risoluzioni approvate prima dalle commissioni competenti, poi dalle aule di Camera e Senato, e si articoli lungo l’asse strategico definito dalla Ue: transizione verde e Green New Deal, innovazione digitale, interventi sociali, sanitari e sull’istruzione miranti a ridurre drasticamente le diseguaglianze sociali. Tutto il resto è secondario rispetto a questo obiettivo vitale. Va affrontato e risolto con senso di responsabilità e consapevolezza del momento che stiamo attraversando da parte di tutti”, afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto.

E’ evidente che nessuno può pensare di affidare una delega ai tecnici o di aggirare il Parlamento, a cui spetta sempre la parola definitiva. Ma è altrettanto evidente che deve esserci un punto di raccordo, coordinamento e sintesi che deve far capo a palazzo Chigi. Su questa base ogni ministero e ogni istituzione faranno la propria parte. Ma la strategia della tensione continua che prosegue da settimane rischia di mettere in forse proprio l’approvazione del Piano. Il danno per l’Italia intera sarebbe incalcolabile”, conclude la presidente De Petris.

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RECOVERY FUND – DE PETRIS (LeU): “LA LOTTA CONTRO IL DISASTRO AMBIENTALE E IL RILANCIO DEL PAESE SONO FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA. L’OPPOSIZIONE SMETTA DI FARE UN’INTOLLERABILE PROPAGANDA”

Già da prima che esplodesse la crisi Covid sia la Ue che questa maggioranza e il governo italiano avevano deciso di fare del Green New Deal e della lotta contro i cambiamenti climatici l’asse portante della propria azione. La necessità di rilanciare l’economia di tutti i Paesi dell’Unione, messa in ginocchio dalla crisi derivata dalla pandemia, si intreccia con questa scelta strategica. Sono due facce della stessa medaglia. Il Recovery Plan italiano deve assumere questa orizzonte e impostare una strategia omogenea e coerente in questa direzione”, dichiara la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto.

Credo che sia fondamentale chiarire un equivoco. Rilanciare il Paese con il Recovery Plan non vuol dire tornare a prima della pandemia. Vuol dire, al contrario, non tornare a quella situazione e cogliere l’occasione per fare quel che sarebbe comunque stato necessario fare: modificare radicalmente il modello di sviluppo, imboccare con grande determinazione la strada della transizione verde. Non c’è altra via per affrontare non solo il disastro ambientale ma anche i nodi che strangolano il nostro Paese, a partire dalle diseguaglianze sociali e dall’occupazione giovanile. Questa è la sfida che ci aspetta e che dobbiamo affrontare. L’opposizione dovrebbe avvertire la responsabilità imposta dal momento storico e smettere di fare un’intollerabile propaganda denunciando inesistenti attentati alla libertà. Dovrebbe invece decidersi a collaborare per rilanciare la nostra economia e fare dell’Italia un Paese diverso dal passato”, conclude la senatrice di LeU.

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GOVERNO – DE PETRIS (LeU): “IL GOVERNO RIPRENDA SUBITO IN MANO I DOSSIER URGENTI A PARTIRE DAGLI ORMAI INTOLLERABILI DL SICUREZZA”

La pandemia ha bloccato per mesi alcuni dossier in sé molto urgenti che il governo avrebbe altrimenti dovuto affrontare. La realtà però non si è fermata e i problemi di cui quei dossier trattano sono al contrario diventati sempre più gravi. Non passa giorno senza che dal Mediterraneo arrivino notizie di nuove tragedie e nuovi morti in mare. E’ ora che il governo riprenda in mano quei dossier e risolva quei problemi, a partire proprio dai dl Sicurezza di Salvini che non possono più essere tollerati e che devono essere profondamente cambiati, o meglio ancora abrogati, già nelle prossime settimane”, dichiara la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del Gruppo Misto.

Altra cosa è il Recovery Plan che il governo ha iniziato a preparare con gli Stati generali dell’Economia in corso a Roma. Si tratta naturalmente di un primo passo e nessuno pretende che dagli Stati generali si esca già con un progetto dettagliato. Ma alcune indicazioni concrete di fondo devono già emergere. Deve essere già chiaro che l’orizzonte verso il quale il governo si muove prevede il sostegno e l’innovazione dei settori la cui crisi è più profonda a partire dal turismo, un drastico cambio di indirizzo nel modello di sviluppo, senza il quale parlare di green new deal non avrebbe alcun significato reale, un contrasto serrato alle disuguaglianze sociali, perché altrimenti non ci sarà alcuna inclusione. Il presidente Conte ha promesso che non un euro dei fondi europei verrà sprecato. E’ fondamentale che sia così ma lo altrettanto che quei fondi vengono adoperati nella maniera giusta”.

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AMBIENTE – DE PETRIS (LeU): “IL VERO PIANO SHOCK E’ DAR SEGUITO CONCRETO AL PROGRAMMA DI GOVERNO SUL GREEN NEW DEAL”

Il vero piano shock di cui questo Paese ha bisogno, non solo per superare la crisi innescata dal Covid-19 ma anche per imboccare la strada di un nuovo modello di sviluppo, è l’attuazione puntuale del programma di governo. In quel programma il green new deal era stato indicato come il fulcro dell’azione di governo, la sua vera ragion d’essere”, afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del Gruppo Misto, a margine del dibattito sui cambiamenti climatici nell’aula del Senato.

Nel programma abbiamo indicato chiaramente, come punti essenziali dell’azione di governo, la centralità della protezione dell’ambiente in tutti gli interventi pubblici, la riconversione ecologica con un progressivo ma deciso passaggio alle energie rinnovabili, la protezione delle biodiversità, la lotta ai cambiamenti climatici. Si tratta ora di dar seguito concreto a quegli impegni, con una serie di interventi precisi e ben definiti, incluso l’inserimento della difesa dell’ambiente in Costituzione. Questi interventi, a partire da una drastica accelerazione della riconversione delle fonti energetiche, sarebbero stati comunque imprescindibili e rappresentano del resto la principale linea d’intervento decisa dalla Commissione europea. La crisi seguita a una pandemia nella quale hanno sicuramente pesato anche i fattori ambientali li ha resi se possibile ancora più urgenti. E’ ora di svegliarsi di procedere davvero con un piano shock necessario per salvare sia l’Italia che il pianeta”, conclude la senatrice di LeU.

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AGRICOLTURA – DE PETRIS (LEU): “NO AL NUOVO TTPI, PRESENTATA INTERROGAZIONE AL MINISTRO BELLANOVA”

“Il Ministro dell’Agricoltura deve respingere il nuovo TTIP, salvaguardando il principio di precauzione, rifiutando il via libera al commercio di cibi contenenti pesticidi e di organismi geneticamente modificati, nonché l’imposizione di nuovi dazi da parte degli USA”.

Lo chiede in un’interrogazione la senatrice di Leu Loredana De Petris. “E’ gravissimo e inaccettabile che il ministro Teresa Bellanova, senza alcun confronto né con il Parlamento né con le associazioni della società civile, si sia invece espressa a favore del nullaosta all’amministrazione Trump per inserire agricoltura, cibo e nuovi Ogm nelle trattative per il nuovo TTIP. La ministra finge di ignorare che i governi europei hanno già rifiutato di inserire il cibo in queste trattive e ha cancellato con un colpo di spugna il principio di precauzione, dando il via libera agli ogm e al cibo ai pesticidi. Non si possono trattare materie come ambiente e salute sotto la spada di Damocle dei dazi imposti da Trump. Altrimenti più che di trattativa bisognerebbe parlare di ricatto. Senza contare il fatto che un indebolimento delle norme sanitarie e fitosanitarie, e il cambio di legislazione europea sugli ogm significherebbe anche mettere in ginocchio il nostro made in Italy, simbolo da sempre di qualità e sicurezza. Il principio di precauzione per la sicurezza alimentare deve essere sempre il nostro faro guida. Sono certa che il premier Conte sarà conseguente al Manifesto sottoscritto ad Assisi, ispirato da papa Francesco, dichiarando immediatamente l’indisponibilità da parte del nostro Paese ad accettare un simile accordo commerciale che farà crescere la produzione di emissioni climalteranti, in contrasto anche con le misure previste dai programmi di ‘green new deal’ europeo e italiano”, conclude la presidente De Petris.

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UE – DE PETRIS (LEU): “NUOVO PATTO SOCIALE CON I CITTADINI PIU’ DEBOLI E LOTTA AI CAMBIAMENTI CLIMATICI”

“Apprezziamo il taglio con cui ci apprestiamo a partecipare a questo importante Consiglio europeo, che segna l’inizio di una nuova fase per la Ue. Ci impegneremo al massimo affinché l’Europa possa cambiare nella prospettiva di un nuovo patto sociale che coniughi le politiche necessarie per fronteggiare le emergenze ambientali e i cambiamenti climatici, con la lotta, altrettanto urgente, contro le disuguaglianze. In Europa, in questi anni è stato il contrario. Le politiche di austerity sono state pagate proprio dai più deboli, dai più esposti, dai meno garantiti”.

Lo ha detto in Aula la senatrice di Leu Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto, in dichiarazione di voto alla proposta di risoluzione di maggioranza n.1.

“Parlare di ‘green new deal’ è giusto, purché non diventi uno slogan vuoto. Bisogna al contrario mettere a punto politiche concrete. Non è stata certo opportuna la scelta della BEI di rinviare la decisione sul termine dei finanziamenti per i combustibili fossili. La BEI deve invece essere trasformata in una banca per il clima e deve sostenere i progetti realmente utili per tutti. Per noi è fondamentale che gli investimenti ‘green’ siano esclusi dal patto di stabilità: deve essere chiaro che cambiare modello di sviluppo significa costruire un nuovo patto sociale per l’Europa. Sulla Turchia dobbiamo mettere in campo tutte le nostre capacità per far sì che l’Europa possa parlare con una voce unica per sanzionare e fare in modo che cessi immediatamente il fuoco. Occorre sospendere immediatamente non solo i contratti futuri di vendita delle armi ma anche interrompere quelli in essere”. Ha concluso De Petris.

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NOTA DI AGGIONAMENTO DEL DEF – SENATORE VASCO ERRANI (LEU)

 

Relazione del relatore al Parlamento 2019

La Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza (NADEF), le cui previsioni macroeconomiche tendenziali e programmatiche sono già state validate dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio, rappresenta uno degli strumenti fondamentali del ciclo della programmazione economica e finanziaria del Paese. L’articolo 7, comma 2, della legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196 del 2009) ne prevede la presentazione alle Camere per le conseguenti deliberazioni parlamentari, mentre l’articolo 10-bis della medesima legge ne disciplina i contenuti. Questi riguardano, in particolare, l’aggiornamento delle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica, l’aggiornamento degli obiettivi programmatici individuati dal Documento di economia e finanza (DEF), le eventuali modifiche e integrazioni al DEF conseguenti alle raccomandazioni del Consiglio europeo relative al Programma di stabilità e al Programma nazionale di riforma, l’obiettivo di saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato e di saldo di cassa del settore statale, l’indicazione dei principali ambiti di intervento della manovra di finanza pubblica per il triennio successivo, l’indicazione di eventuali disegni di legge collegati.Alla Nota di aggiornamento per il 2019 è annessa, ai sensi dell’articolo 10-bis, comma 6, della legge di contabilità e finanza pubblica, la Relazione al Parlamento di cui all’articolo 6, comma 5, della legge n. 243 del 2012.

Con riferimento allo scenario macroeconomico internazionale, la Nota evidenzia come, nella prima metà del 2019, sia proseguito il rallentamento della crescita economica già in corso dall’inizio dell’anno scorso. Il rallentamento interessa pressoché tutte le economie avanzate, specialmente quelle maggiormente esposte alla flessione degli investimenti e del commercio mondiale. Le più recenti indagini congiunturali tracciano, anche per i prossimi mesi, una tendenza di costante indebolimento dell’attività economica, con un significativo riflesso negativo sulla crescita economica di medio periodo.

Il quadro delle variabili esogene sottostanti la NADEF 2019 risulta dunque, nel complesso, meno favorevole rispetto a quello presentato nel DEF.

L’area dell’euro ha fortemente risentito delle tensioni commerciali, soprattutto in quei paesi il cui sistema produttivo è fortemente incentrato sulla produzione manifatturiera, quali Germania e Italia. Inoltre, le economie dell’area stanno risentendo sensibilmente del clima di incertezza generato dalla Brexit e dalle tensioni commerciali a livello internazionale.

Per quanto riguarda l’economia italiana, si evidenzia per il 2019 l’esiguità del recupero dopo la flessione della seconda metà del 2018, nonché il permanere di una sostanziale debolezza degli indicatori congiunturali. Tale stagnazione è determinata da una crescita della domanda interna molto contenuta e dal processo di riduzione delle scorte delle imprese, già in atto dal secondo trimestre 2018. Un contributo positivo è invece fornito dalle esportazioni nette.

Il quadro macroeconomico programmatico presentato dalla NADEF tiene conto dell’impatto economico delle misure che saranno adottate con la prossima legge di bilancio. La crescita del PIL reale è prevista allo 0,1 per cento nel 2019, allo 0,6 per cento nel 2020, con un successivo incremento all’1 per cento nel 2021 e nel 2022.

In particolare, nel 2020, il mancato aumento dell’IVA previsto dalla legislazione vigente porta, da un lato, una maggiore crescita della domanda interna e, dall’altro, un incremento più contenuto dei deflatori dei consumi e del PIL, con un effetto netto positivo sul PIL reale e su altre variabili macroeconomiche, quali l’occupazione. Quest’ultima, in particolare, crescerebbe di un decimo di punto in più rispetto al tendenziale in termini di occupati e di due decimali per le ore lavorate.

La NADEF  2019 presenta quindi un aggiornamento del quadro di finanza pubblica a legislazione vigente che incorpora l’aggiornamento delle stime di consuntivo diffuso dall’Istat nel settembre scorso.

Rispetto alle previsioni del DEF 2019, la stima dell’indebitamento netto tendenziale 2018 viene rivista in rialzo dal 2,1 al 2,2 per cento del PIL. La stima dell’indebitamento netto tendenziale 2019 si attesta al 2,2 per cento del PIL, rispetto al 2,4 già indicato nel DEF 2019, per l’effetto congiunto del miglioramento dell’avanzo primario e della riduzione della spesa per interessi.

Quanto agli esercizi successivi, le stime relative all’indebitamento netto tendenziale passano dal 2 all’1,4 per cento per il 2020, dall’1,8 all’1,1 per cento per il 2021 e dall’1,9 allo 0,9 per cento per il 2022. Tali revisioni riflettono il rallentamento delle prospettive di crescita e gli effetti dei principali provvedimenti adottati dopo il DEF. La NADEF menziona, in particolare, l’assestamento di bilancio e il decreto-legge n. 61 del 2019, recante misure urgenti in materia di miglioramento dei saldi di finanza pubblica, i quali hanno evidenziato un miglioramento del deficit nominale di circa 0,4 punti percentuali di PIL.

La NADEF 2019 reca altresì l’aggiornamento del quadro programmatico di finanza pubblica per il periodo 2019-2022 e, in particolare, il percorso di avvicinamento all’obiettivo di medio periodo.

L’articolo 6 della legge n. 243 del 2012 prevede che eventuali scostamenti temporanei del saldo strutturale dall’obiettivo programmatico siano consentiti in caso di eventi eccezionali e previa autorizzazione approvata dal Parlamento a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti indicando nel contempo il piano di rientro rispetto all’obiettivo di medio termine. Il comma 5, inoltre, stabilisce che il piano di rientro possa essere aggiornato al verificarsi di ulteriori eventi eccezionali ovvero qualora, in relazione all’andamento del ciclo economico, il Governo intenda apportarvi modifiche.

Per l’Italia, l’OMT è stato, fino a tutto il 2019, il pareggio di bilancio. A seguito del recente aggiornamento, il nuovo OMT per l’Italia nel prossimo triennio 2020-2022 consiste nel raggiungimento di un avanzo strutturale di 0,5 per cento del PIL.

La NADEF 2019 definisce un profilo di avvicinamento all’OMT che prevede un peggioramento del saldo strutturale di 0,1 punti percentuali per il 2020 per effetto delle misure di contrasto ai rischi derivanti dal dissesto idrogeologico e di altri interventi in favore della sostenibilità ambientale. A tal riguardo, il Governo intende presentare una richiesta di flessibilità alla Commissione europea con riferimento a spese eccezionali.

Rispetto a quanto programmato nel DEF 2019, l’obiettivo di indebitamento netto programmatico in rapporto al PIL passa dal 2,1 al 2,2 per cento nel 2020, rimane invariato nel 2021 e migliora di 0,1 punti percentuali nel 2022. In termini strutturali, il saldo rimane invariato nel 2020, per poi peggiorare di 0,1 punti percentuali nel 2021 e di 0,2 punti nel 2022.

L’esecutivo è riuscito a fissare un obiettivo di indebitamento relativamente elevato senza creare allarmismo sui mercati e ciò è stato possibile anche grazie all’atteggiamento serio e collaborativo tenuto nei confronti della Commissione europea. Il governo ha infatti dimostrato un convinto sostegno all’integrazione europea ma ha posto un giusto accento sulla necessità di abbandonare le politiche di austerità a favore del sostegno alla crescita degli investimenti e della coesione sociale e territoriale. È necessario proseguire per questa strada puntando al rilancio di politiche comuni per la crescita.

In questo senso è importante che l’Europa recuperi una maggiore unità d’intenti orientando una nuova politica economica capace di rilanciare una crescita di qualità, uno sviluppo inclusivo e sostenibile, superando l’incompiutezza dell’Unione Economica e Monetaria e l’asimmetria delle politiche fiscali. Occorre sostenere il completamento dell’unione bancaria e dell’integrazione economica e monetaria per il contenimento di eventuali future crisi e per evitare gli errori del passato. Altro importante elemento è la regolazione dei mercati: deve cessare la competizione interna al mercato europeo sulle condizioni del costo del lavoro e delle politiche fiscali. Tutto questo deve diventare una priorità dell’agenda politica europea e del governo dei prossimi anni. Sono gli elementi sui quali si giocheranno le possibilità di crescita. Sono battaglie in cui il nostro Paese non è solo in Europa e il rinnovato protagonismo del governo con la Commissione Europea può sicuramente portare a una posizione utile non solo a superare la congiuntura ma ad intervenire sugli elementi strutturali che l’hanno generata.

Il Governo si impegna a riprendere il percorso di avvicinamento all’OMT nel biennio 2021-2022. L’indebitamento netto nominale è infatti previsto al -1,8 per cento nel 2021 e al -1,4 per cento nel 2022, mentre il saldo strutturale corrispondente si porterebbe al -1,2 per cento nel 2021 e al -1 per cento nel 2022, proseguendo la convergenza all’OMT negli anni seguenti.

Il saldo netto da finanziare in termini di competenza, infine, è determinato nel limite massimo di 79,5 miliardi di euro nel 2020, 56,5 miliardi nel 2021 e 37,5 miliardi nel 2022.

La NADEF 2019 elenca quindi le principali linee guida della manovra di finanza pubblica per il 2020 tra cui rilevano:

–        la completa disattivazione dell’aumento dell’IVA

–        il finanziamento delle politiche invariate per circa un decimo di punto di PIL

–        il rinnovo di alcune politiche in scadenza, fra cui gli incentivi Industria 4.0, l’eco bonus e il sisma bonus.

Per il terremoto, in particolare quello del centro Italia, il governo si impegna a fare il punto sulle criticità in vista della legge di Bilancio.

Il Governo intende inoltre adottare nuove politiche che costituiranno il primo importante passo di un programma più vasto volto a rilanciare la crescita, lo sviluppo del Mezzogiorno e la sostenibilità ambientale. Il Governo si propone di lanciare un “Green New Deal” orientato al contrasto ai cambiamenti climatici, alla tutela della biodiversità, alla riconversione energetica, alla promozione della rigenerazione urbana e delle cosiddette smart cities.

Elemento cruciale delle politiche sul clima e l’energia è la riduzione delle emissioni di gas serra approvate a livello Europeo per l’anno 2030 con l’Accordo di Parigi. Nel documento emerge, infatti, la volontà di avviare immediatamente la transizione ecologica attraverso tre azioni principali:
–        predisposizione di una Strategia di lungo termine per la riduzione dei gas a effetto serra entro il 2050 attraverso percorsi di de-carbonizzazione fino al raggiungimento della
neutralità climatica;
–        attuazione del Piano Nazionale per la ricerca di sistema elettrico, un progetto volto a promuovere nuove architetture di rete finalizzate a rendere più flessibile il sistema elettrico e ad assicurare la gestione in sicurezza;
–        priorità dello sviluppo delle fonti rinnovabili con l’attuazione del decreto FER1, che prevede incentivi per la diffusione di impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e a gas di depurazione.  
Le priorità fissate dal Governo sono:

–        la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro

–        il rilancio degli investimenti pubblici e delle infrastrutture

–        l’aumento delle risorse per istruzione e ricerca scientifica e tecnologica

–        il sostegno e rafforzamento del sistema sanitario universale e del welfare

–        il sostegno alle famiglie

Un capitolo importante da segnalare è quello relativo all’impegno del governo rispetto alla riduzione della pressione fiscale. Quest’anno la pressione fiscale è stata del 41,9% e senza interventi per il 2020 sarebbe salita al 42,6% a causa degli aumenti dell’Iva già iscritti nella legislazione vigente. In seguito alla manovra di bilancio la pressione fiscale nel 2020 sarà inferiore rispetto a quella del 2019. Nel documento, oltre al disinnesco delle clausole di salvaguardia e dell’aumento dell’IVA è previsto un taglio del cuneo fiscale, attraverso un DDL collegato alla manovra, che prevede un impegno valutato in 0.15 punti percentuali di PIL nel 2020 che saliranno al 0.3 punti nel 2021. Il taglio del cuneo fiscale rappresenta un segnale importante e una leva per ampliare il potere di acquisto dei redditi medio bassi utile ad incentivare la ripartenza del mercato interno dei consumi. Oltre a ciò si provvederà con un ddl apposito anche ad una complessiva e organica riforma delle imposte personali da realizzare nel triennio. Questo nel quadro di una seria lotta all’evasione fiscale e contributiva. L’evasione, valutata in circa 109 miliardi di cui 11,4 di entrate contributive, è centrale sia per una ragione fondamentale e decisiva di equità ma anche per contrastare forme sleali di concorrenza. Questa è una condizione essenziale e ineludibile per una riduzione della pressione fiscale garantendone la progressività e per finanziare adeguatamente la spesa sociale e il welfare rispondendo così finalmente a questioni emergenti come la non autosufficienza e la disabilità.

Per quanto concerne gli investimenti, si prevede la costituzione di due nuovi fondi di investimento, assegnati a Stato e enti territoriali, per un ammontare complessivo di 50 miliardi su un orizzonte di 15 anni, con particolare enfasi su quelli volti a favorire l’innovazione, l’occupazione, la sostenibilità ambientale, il Green New Deal, la riduzione del divario tra il Sud e il Nord del paese e a potenziare le infrastrutture materiali, immateriali e sociali.

È fondamentale proseguire nel progetto di innovazione, semplificazione e digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e garantire i rinnovi contrattuali affrontando anche le carenze di personale nei diversi settori. Ciò è decisivo anche per accelerare gli investimenti già finanziati che nelle leggi di bilancio 2017/2018/2019 valgono oltre 36 miliardi.

Sul versante della sanità il governo si impegna a sostenere e rilanciare il sistema sanitario universale. Sarà decisivo in questo la definizione del nuovo patto per la salute, l’adeguato finanziamento dei LEA e io auspico anche il superamento di vincoli ordinamentali, in primo luogo sul personale, che non hanno più ragion d’essere e rappresentano un peso negativo per l’intero sistema.

Tra le linee programmatiche indicate nella NADEF 2019 si evidenzia la volontà di “attenuare le disuguaglianze presenti in termini di accesso ai servizi e di variabilità regionale degli stessi garantendo l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”. Inoltre, si conferma la volontà di superare progressivamente il superticket per fermare le discriminazioni nell’accesso ai servizi, e di procedere ad una progressiva rivisitazione dell’attuale sistema di compartecipazione finalizzato a rendere il sistema più omogeneo ed equo.

È intenzione dell’Esecutivo, sulla base di un punto specifico del programma di Governo, avviare un piano per il recupero, l’ammodernamento e la ristrutturazione ordinaria e straordinaria di immobili di edilizia residenziale pubblica, individuando risorse da trasferire agli enti territoriali competenti. Al fine di dare attuazione a questo piano è necessario avviare la mappatura nazionale degli immobili esistenti finalizzata al loro riutilizzo per l’edilizia residenziale pubblica.

Tra le politiche di rilancio dell’economia è ricompreso un progetto complessivo e sistematico di sostegno e valorizzazione delle famiglie e della natalità, il cd. “Family Act.”, previsto come ddl collegato alla manovra.  Verranno introdotti strumenti di sostegno alla genitorialità e della partecipazione delle donne al mercato del lavoro anche attraverso un accesso più semplice ai servizi per l’infanzia per sanare le diseguaglianze di genere. Si indica il recepimento della direttiva europea sui congedi di paternità e sulla conciliazione tra lavoro e vita privata e sull’adozione di misure a sostegno dell’educazione dei figli e alla frequenza degli asili nido, oltre che a misure a sostegno della natalità e specifici interventi fiscali per le famiglie “povere” e con la presenza di persone con disabilità.

Per quanto concerne la pubblica istruzione si intende valorizzare, anche economicamente, il ruolo dei docenti. Di particolare rilevanza è il potenziamento del piano nazionale per l’edilizia scolastica e la volontà di garantire, insieme alle Regioni, la gratuità degli asili nido e dei micro-nidi, per i redditi medi e bassi, ampliandone l’offerta soprattutto nel Mezzogiorno, una misura di particolare rilevanza per l’impatto sulle famiglie.

Siamo di fronte ad una manovra espansiva che rappresenta un primo passo di un programma più vasto e ambizioso, attuato con gradualità, per contemperare le esigenze di sostegno dell’economia al perseguimento della sostenibilità della finanza pubblica.

Nel complesso le risorse per il finanziamento degli interventi previsti dalla manovra di bilancio per il 2020 sono pari a quasi lo 0,8 per cento del PIL. Le coperture saranno assicurate dai seguenti ambiti di intervento:

–        misure per rendere più efficiente la spesa pubblica, nonché di revisione o soppressione di disposizioni normative vigenti in relazione alla loro efficacia o priorità, per un risparmio di oltre 0,1 punti percentuali di PIL. È importante in questo senso che Il Ministro dell’economia e delle finanze abbia tradotto la parola “review” come riqualificazione della spesa e non come taglio della spesa perché è evidente che nel Paese c’è un problema di tassazione, ma sussiste un problema di riduzione di risorse per il welfare in rapporto al PIL. Dunque la revisione della spesa non può ridurre i servizi e complessivamente le risorse per il welfare. Va sottolineato che la spesa pubblica per beni e servizi fra il 2018 ed il 2019 è scesa in proporzione alle dimensioni dell’economia italiana dall’8,3% all’8,2%. L’intervento di spending review, o di riqualificazione della spesa, deve essere collegato finalmente alla definizione dei LEP. È una scelta fondamentale questa che non si può più rinviare perché garanzia necessaria di un welfare universalistico e anche per ciò che riguarda il tema dell’autonomia differenziata nel rispetto del dettato costituzionale.

–        nuove misure di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali, nonché interventi per il recupero del gettito tributario anche attraverso l’intreccio delle banche dati e una maggiore diffusione dell’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili, per un incremento totale del gettito pari a 0,4 per cento del PIL;

–        riduzione delle spese fiscali e dei sussidi dannosi per l’ambiente e nuove imposte ambientali, che nel complesso aumenterebbero il gettito di circa lo 0,1 per cento del PIL;

–        altre misure fiscali, fra cui la proroga dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione di terreni e partecipazioni, per oltre 0,1 punti percentuali.

Quanto al debito pubblico, per il 2019 il Governo prevede un rapporto debito/PIL del 135,7 per cento, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Il DEF stimava invece un rapporto del 132,6 per cento. La differenza è dovuta al maggior debito risultante dalle revisioni statistiche, alla minor crescita del PIL nominale rispetto alle attese e al mancato realizzo dei proventi da privatizzazioni ipotizzati dal precedente Governo nella misura dell’1 per cento del PIL. Tali fattori peggiorativi del rapporto sono stati soltanto in parte compensati dai fattori migliorativi rappresentati dal miglioramento dell’avanzo primario rispetto alle stime e dal dato molto significativo della minore spesa per interessi e del minor fabbisogno di cassa del Settore pubblico.

Nel triennio successivo, la combinazione di una riduzione del fabbisogno di liquidità del Settore pubblico, della crescita del PIL nominale e di proventi da privatizzazioni porterà il rapporto debito/PIL su un sentiero decrescente: 135,2 per cento nel 2020, 133,4 per cento nel 2021 e 131,4 per cento nel 2022.

Il Governo ribadisce nella NADEF 2019 la volontà di assicurare la sostenibilità del debito pubblico, confermata dal profilo discendente assunto dal rapporto debito/PIL nell’orizzonte di programmazione, sebbene permangano criticità nel rispetto della regola del debito connesse anche all’esigenza di assicurare risorse adeguate per la crescita economica.

Secondo quanto previsto dalla legislazione vigente, nella Nota di aggiornamento al DEF il Governo è chiamato a formulare le osservazioni e le eventuali modifiche e integrazioni del DEF in relazione alle raccomandazioni del Consiglio dell’Unione europea relative al Programma di stabilità e al Programma nazionale di riforma. La NADEF aggiorna inoltre le informazioni sullo stato di attuazione delle riforme illustrate nel Programma Nazionale di riforma contenuto nel DEF 2019 e illustra gli obiettivi programmatici del nuovo Governo.

Il Governo specifica che la strategia delineata nella NADEF sarà attuata a partire dalla prossima legge di bilancio.

Poiché l’avvio del nuovo Governo coincide temporalmente con quello della nuova Commissione europea, la NADEF include anche l’illustrazione degli impegni del Governo in sede europea, volti principalmente a rafforzare la governance economica per favorire, oltre alle priorità esaminate di seguito, la realizzazione di un piano di investimenti sostenibile nonché il completamento dell’unione economica e bancaria a partire dall’istituzione di un bilancio dell’area euro e di una garanzia europea dei depositi. Il Governo pone inoltre come prioritario l’obiettivo della riforma del Patto di stabilità e crescita con la finalità di evitare effetti pro-ciclici e di sostenere gli investimenti, attuare il pilastro europeo dei diritti sociali e rafforzare le politiche di contrasto all’evasione fiscale. Tali obiettivi, sottolinea la NADEF, presentano molti punti di contatto con le raccomandazioni specifiche rivolte dal Consiglio all’Italia.

Alla Nota di aggiornamento risultano allegati:

–        le relazioni sulle spese di investimento e sulle relative leggi pluriennali

–        il rapporto programmatico recante gli interventi in materia di spese fiscali

–        il rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva

–        la relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva.

Per quanto concerne, infine, i disegni di legge collegati, la Nota dichiara collegati alla decisione di bilancio 22 provvedimenti relativi ai temi citati nella relazione.

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SAN FRANCESCO – DE PETRIS (LEU): “NEL GIORNO DELLA SUA CELEBRAZIONE CONTE HA FATTO BENE A CONFERMARE LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE IN COSTITUZIONE”

“Oggi è  il giorno di San Francesco, patrono d’Italia e della natura. La celebrazione cade in un momento drammatico, segnato dai disastrosi cambiamenti climatici che siamo ancora molto lontani dall’affrontare con la determinazione e con la drasticità necessarie”, dichiara la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto.

“Il presidente Conte ha fatto bene a confermare, celebrando ad Assisi il santo patrono, la scelta di inserire la protezione dell’ambiente nella Costituzione e a ricordare che il Green New Deal implica ‘un’autentica conversione’. Proprio così deve essere. Il Green New Deal non può essere solo un pur fondamentale piano di investimenti ma deve mirare da subito e con massima rapidità alla transizione energetica e a una complessiva riconversione ecologica”.

“Ma perché questo si realizzi davvero è necessario stanziare già a partire da questa legge di bilancio finanziamenti adeguati indicandone la destinazione. Lo stanziamento previsto di 50 mld in 15 anni non si avvicina neppure all’impegno necessario”, conclude la presidente De Petris.  

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