All Posts Tagged: Luciana Lamorgese

REFERENDUM – GIARRUSSO (ITALEXIT): “I NOSTRI DIRITTI UCCISI A PALERMO”

“Il Ministero degli Interni e la Prefettura non sono riusciti a garantire i diritti sanciti dalla Repubblica Italiana. Oggi abbiamo superato ogni limite. Il ministro degli Interni Lamorgese, non sapeva forse che oggi domenica 12 giugno si sarebbero svolte le elezioni del sindaco di Palermo e le votazioni dei Referendum? Forse la Prefettura di Palermo non avrebbe potuto immaginare che proprio questa domenica si sarebbe svolta la partita di calcio Palermo – Padova?
Tutto questo spinge noi siciliani nell’ennesimo baratro istituzionale. Ci motiva a dire che non è possibile chiudere occhi ed orecchie di nuovo, perpetrando quelle ingiustizie e quei fuochi alle spalle dei cittadini. Abbiamo combattuto troppo, abbiamo lottato sul campo qua in Sicilia per vederci portare via, scippare, in modo così vergognoso i nostri diritti.
Ci vorrebbero zittire come fecero a Portella della Ginestra? A cosa sono serviti questi anni passati a spiegare ai cittadini che il diritto al voto è la nostra unica arma potente per riuscire a cambiare le cose?
Qui la responsabilità è cristallina: Il ministero degli Interni, la Prefettura di Palermo e l’amministrazione comunale di Palermo non stanno garantendo il diritto insito nello Stato Repubblicano. Siamo in una Repubblica a Palermo o siamo in territorio oscuro dove Lamorgese e i suoi collaboratori non mettono piede? Siamo in Italia a Palermo o siamo in un luogo dove neanche i giornalisti possono dar voce a quella disperazione calpestata?
Ministro, Prefetto, dove si trova Palermo esattamente? Perché noi vogliamo esserci, noi vogliamo lottare ancora con le armi del diritto! Noi siamo quelli che hanno visto troppi morti per rinunciare al nostro voto!
Tutto ciò va rifatto, tutto questo ignobile schifo va riscritto e rifatto.

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TERZO COMUNE SCIOLTO PER MAFIA IN PROVINCIA DI NAPOLI: “È EMERGENZA NAZIONALE”

“Mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata’. Napoli rischia di non farcela. È emergenza democratica. La questione criminale è questione nazionale. Gli ultimi tre comuni sciolti per mafia dal consiglio dei ministri sono tutti della provincia di Napoli. Dopo Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, tocca ora a San Giuseppe Vesuviano. A quasi 150 mila abitanti di questi tre comuni è sospesa la democrazia. Siamo perciò di fronte a un’emergenza nazionale che riguarda la democrazia e il rispetto dei diritti costituzionali. Troppi territori dell’area metropolitana di Napoli sono terre di nessuno. Abbiamo bisogno di fronteggiare l’emergenza. Più uomini, più mezzi per combattere la camorra ma bisogna anche cominciare a intervenire sulle radici economiche e sociali da cui la camorra trae forza. Dispersione scolastica, mancanza di formazione, mancanza di lavoro. Non siamo all’anno zero ma certamente ci troviamo di fronte al rischio di assuefazione e di indifferenza che significa complicità con la camorra. Se qualche forma di resistenza c’è stata in questi anni, lo dobbiamo soprattutto a quella società civile, a quelle associazioni di volontari, del terzo settore, impegnate nei cosiddetti quartieri a rischio, ad una parte della politica che ha deciso di affrontare il problema, resistendo e combattendo nonostante le difficoltà , lo dobbiamo al Vescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, che ha lanciato il patto educativo raccolto dai ministri Bianchi e Lamorgese e dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Sono queste le energie di cui Napoli ha bisogno. Ma non ci siamo ancora. C’è un interrogativo di fondo al quale dovremo tutti rispondere e riguarda la qualità e la formazione delle classi dirigenti. Quel “se sono potente io, siete potenti anche voi”, pronunciato dal candidato alle comunali di Palermo arrestato per il voto di scambio politico mafioso si traduce nella nostra realtà con gli scioglimenti dei consigli comunali. Bisogna sconfiggere cioè quell’idea della politica che promuove solo se stessa e che deve tornare ad essere al servizio della comunità. C’è un quadro economico e sociale a dir poco allarmante che minaccia da vicino la stessa coesione sociale. Il tempo è finito. O si riducono le diseguaglianze economiche e sociali o si riduce il divario Nord-Sud o non ci sarà nessuna ripartenza dalla pandemia. Roma capisca la gravità della situazione perché rischiamo di compromettere definitivamente il destino di un’intera area del Paese”.

Sandro Ruotolo senatore indipendente, Gilda Sportiello deputata 5 stelle, Marco Sarracino segretario metropolitano Pd Napoli, Francesco Dinacci coordinatore metropolitano di Articolo Uno, Peppe De Cristoforo Sinistra italiana, Don Gennaro Pagano cappellano carcere minorile di Nisida, Maurizio de Giovanni scrittore, Nicola Ricci, Giampiero Tipaldi e Giovanni Sgambati segretari Cgil, Cisl e Uil di Napoli.

 

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KOULIBALY – RUOTOLO, QUAGLIARELLO, DE GIOVANNI: “INTERVENGA IL MINISTRO DEGLI INTERNI. È ODIO RAZZIALE”

“Non ci siamo. Evidentemente la decisione di chiudere la curva veronese dopo il match con il Napoli non è stata sufficiente. Prima a Bergamo poi a Genova razzisti travestiti da tifosi ultrà hanno dato il peggio di sé. Con Kalidu Koulibaly che a Bergamo ha lasciato il campo con il “ne**o di m***a” e a Genova i tifosi romanisti con “Vesuvio erutta, tutta Napoli è distrutta”. Non c’entra la goliardia, non c’entra la discriminazione territoriale. È razzismo. Alle autorità del calcio e alla ministra dell’interno Lamorgese chiediamo: identificazione e daspo a vita per i razzisti. Se i cori sono percepiti distintamente in tutti i settori dello stadio se cioè non è una esigua minoranza di tifosi a incitare all’odio razziale, squalifica del campo”. Lo affermano in una nota i senatori Sandro Ruotolo e Gaetano Quagliariello e lo scrittore Maurizio de Giovanni.

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LA VICENDA DELLO STRISCIONE CHOC E I CORI RAZZISTI CONTRO IL NAPOLI FINISCE IN PARLAMENTO – QUAGLIARELLO E RUOTOLO INTERROGANO IL MINISTRO DELL’INTERNO

“Abbiamo chiesto al ministro dell’Interno di intervenire sui fatti accaduti prima e durante l’incontro di calcio tra la squadra del Verona e del Napoli, di adottare tramite l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, misure in materia di prevenzione e contrasto della violenza in occasione di manifestazioni sportive al fine di ridurre i fenomeni di intolleranza e istigazione a delinquere con l’aggravante dell’odio razziale”. Lo affermano in una nota i senatori Gaetano Quagliariello e Sandro Ruotolo che hanno rivolto una interrogazione al ministro dell’Interno Lamorgese. “Lo striscione con la sigla della Curva Sud, comparso nella notte, a poche ore dall’incontro, in un parcheggio adiacente lo Stadio Bentegodi, recante le coordinate geografiche della città di Napoli e le bandiere di Russia e Ucraina come ‘invito’ a bombardare il capoluogo partenopeo evocando il drammatico conflitto che ormai da tre settimane ha ferito tutta l’Europa è un fatto di inaudita gravità e ben lungi dal poter essere derubricato a mero episodio di goliardia o provocatorio. Il procuratore reggente di Verona si è detto pronto ad aprire un’indagine ipotizzando il reato di ‘istigazione a delinquere con l’aggravante dell’odio razziale’. Si è trattato, infatti, di una sorta di incitazione, di istigazione a colpire la città partenopea. Nel corso della gara numerosi tifosi della squadra ospitante assiepati nel settore della Curva Sud si sono resi protagonisti di cori di insulto a sfondo razzista ai danni dei calciatori del Napoli Koulibaly, Osimhen, Anguissa. Il giudice sportivo è intervenuto decretando la sanzione del divieto di ingresso a Verona in Curva Sud e catalogando i ‘vari cori insultanti di matrice territoriale’. A parere degli interroganti, la vicenda dei gravi accadimenti non può essere inglobata solo nella formula della discriminazione territoriale ma è più complessa e attiene, come sottolineato dal procuratore di Verona, a fattispecie di incitamento all’odio e istigazione a delinquere con l’aggravante dell’odio razziale. La frangia estremista della Curva Sud del tifo scaligero si è ripetutamente contraddistinta per episodi poco commendevoli tanto da essere più volte oggetto di polemiche e inchieste giornalistiche, per questo motivo abbiamo chiesto al ministro di intervenire al fine di ridurre i fenomeni di intolleranza e istigazione a delinquere con l’aggravante dell’odio razziale”.

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SCIOGLIMENTO CASTELLAMMARE – RUOTOLO (GRUPPO MISTO): “QUADRO DRAMMATICO, OCCORRE RICOSTRUIRE LE CLASSI DIRIGENTI”

“Avevamo visto giusto, anzi, il quadro che emerge dalla relazione della Ministra dell’interno Luciana Lamorgese con cui si è sciolto il comune di Castellammare di Stabia per infiltrazioni della camorra, è ancora più grave di quello che nessuno di noi potesse immaginare”. Lo afferma in una nota il senatore Sandro Ruotolo del Gruppo misto. “Appalti, questioni urbanistiche, abusivismo, assunzioni, rifiuti, parentele. Addirittura il sindaco non solo è testimone di nozze di un esponente di una famiglia camorristica, ma le sue ditte, quelle dello sposo, nonché quelle afferenti al suo giro d’affari, diventano le protagoniste indiscusse negli affidi sotto soglia. Il tema quindi, non sono le parentele e/o le affinità che hanno comunque un peso, ma il governo pubblico che diventa occasione di affari per questi parenti. Emerge un quadro dove le tinte non sono fosche, ma scure più del nero. Per non parlare delle inchieste Domino 1 e 2 che ci dicono che i clan hanno favorito il centro destra, e Olimpo che ci dà la mappatura dei rapporti clan, politica e una certa imprenditoria. C’è poco da gioire. Vero, avevamo visto bene, ma il nostro è stato un semplice lavoro ispettivo nelle prerogative parlamentari: è questo quello che un rappresentante del popolo in seno ad un consesso così importante come il Sanato, dovrebbe fare. Ora è il tempo della ricostruzione democratica di un territorio, non solo Castellammare, ma anche Torre Annunziata, sotto le macerie della corruzione e della affinità a clan che da troppi anni hanno il governo del territorio. È il tempo del lavoro per ricostruire una classe politica in grado di riaccendere la speranza. È il tema di come si formano le classi dirigenti. Da vicende come quelle di Castellammare, tutti, al di là dell’appartenenza politica, dovrebbero prendere le distanze. Non c’è centro-destra o centro-sinistra che tenga rispetto ad una permeabilità così forte della vita pubblica che poi è il governo delle città” – conclude il senatore Ruotolo.

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‘NDRANGHETA – DE PETRIS (LeU): “LA RETATA DI ANZIO CONFERMA QUANTO DENUNCIO DA ANNI. BISOGNA INTERVENIRE SUBITO SUI COMUNI DI ANZIO E NETTUNO”

“La maxiretata di ieri ad Anzio conferma quel che avevo denunciato sin dal 2016: la ‘ndrangheta è presente in forze ad Anzio e Nettuno, si è installata nel litorale del Lazio, inquina e condiziona le amministrazioni locali. Presenterò subito un’interrogazione urgente e mi auguro che stavolta ci si decida ad agire”, dichiara la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.
“Dopo aver chiesto la nomina di una commissione d’accesso nel 2016, avevo rivolto nel 2020 una nuova interrogazione alla ministra Lamorgese in seguito al moltiplicarsi delle minacce nel Comune di Anzio e dopo che la stessa commissione Antimafia, nel febbraio 2018, aveva auspicato una nuova valutazione della situazione per verificare l’eventuale necessità di una commissione d’accesso. Ora non si può più perdere un solo minuto. L’occupazione del litorale da parte delle ‘ndrine è un dato di fatto e bisogna intervenire subito, con la commissione d’accesso e con il commissariamento di Anzio e Nettuno, prima di perdere ogni possibilità di recuperare il controllo su quel territorio”.

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SCUOLA / LAVORO – DE PETRIS (LEU): “QUALCOSA NELLA GESTIONE DELL’ORDINE PUBBLICO NON HA FUNZIONATO, IL NUMERO IDENTIFICATIVO DELLE FORZE DELL’ORDINE È UNA GARANZIA DEMOCRATICA”

“Dopo aver ascoltato attentamente l’informativa della Ministra Lamorgese, non credo si possa negare che qualcosa nella gestione dell’ordine pubblico, nel corso della manifestazione studentesca di protesta, non ha assolutamente funzionato. Gli studenti manifestavano per un fatto gravissimo: un altro studente morto sul lavoro ancor prima di essere entrato nel mondo del lavoro. A questa tragedia di gravità inaudita si aggiungono molte altre tensioni, a partire da due anni di pandemia che hanno penalizzato soprattutto e particolarmente i giovani”. Così ha dichiarato in Aula la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris, nel corso dell’informativa al Senato sui fatti accaduti nelle recenti manifestazioni di studenti per la morte di Lorenzo Parelli.
“In situazioni del genere di fronte a giovani che esercitano il loro diritto costituzionale, bisogna usare davvero quella cautela e quella prudenza che la Ministra ha esaltato nel suo intervento. Bisogna essere in grado di gestire le manifestazioni, come si fa molto spesso, concordando percorsi e ragionando con i giovani. Voglio infine insistere sulla necessità del numero identificativo degli agenti impegnati in attività di ordine pubblico. Non c’è garanzia democratica migliore, né maggiore tutela, sia dei manifestanti che degli stessi agenti, della possibilità di identificare responsabilità e comportamenti”. Così conclude Loredana De Petris.

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SCUOLA – DE PETRIS (LeU): “GLI STUDENTI HANNO TUTTE LE RAGIONI DI PROTESTARE. LA MINISTRA LAMORGESE SI IMPEGNI IN PARLAMENTO PER EVITARE UNA RISPOSTA REPRESSIVA”

“Gli studenti che si stanno mobilitando in questi giorni hanno tutte le ragioni per protestare. Ne hanno anzi sin troppe. La pandemia ha messo in piena evidenza guasti antichi del nostro sistema scolastico e nessuno in questi due anni di Covid ha pagato un prezzo più alto dei giovani e degli studenti. La tragica morte di Lorenzo Parelli ha dimostrato che l’alternanza scuola-lavoro è precisamente quel che noi avevamo denunciato sin dal primo momento: la possibilità per le aziende di avere a disposizione forza lavoro gratuita. Questo non c’entra niente con la necessità di insegnare un mestiere agli studenti. È solo un’oscena forma di sfruttamento che oltre tutto mette la vita stessa degli studenti a rischio”, afferma la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.
“La reazione dello Stato a queste proteste non può e non deve essere repressiva. Quel che è successo a Torino e in altre città non deve ripetersi mai più. La ministra Lamorgese riferirà in Parlamento la prossima settimana per spiegare cosa sia successo e spero per garantire che non accadrà di nuovo. Credo sia l’occasione opportuna anche per tornare a chiedere il numero identificativo per gli agenti in servizio di ordine pubblico. È una misura necessaria da ogni punto di vista: anche per tutelare l’onore della stragrande maggioranza degli agenti, che svolge egregiamente e con misura le funzioni di difesa dell’ordine pubblico”, conclude la presidente De Petris.

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INTERROGAZIONE SU ROBERTO FIORE – RUOTOLO: “CHIEDIAMO DI SOLLECITARE LE AUTORITà BRITANNICHE AFFINCHè IL FASCICOLO DOCUMENTALE DEL LEADER DI FORZA NUOVA VENGA DESEGRETATO E MESSO A DISPOSIZIONE DELLE AUTORITà GIUDIZIARIE”

“Chiediamo di sollecitare le autorità britanniche affinché il fascicolo documentale riguardante Roberto Fiore venga desegretato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria”. È la richiesta che abbiamo rivolto alla Ministra dell’Interno e al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – spiega il senatore Sandro Ruotolo del gruppo Misto Leu-Ecosolidali, primo firmatario, che insieme ai parlamentari Loredana De Petris, Alberto Airola, Gianclaudio Bressa, Vasco Errani, Gianluca Ferrara, Francesco Laforgia, Franco Mirabelli e Dario Parrini – hanno depositato una interrogazione sui violenti episodi avvenuti sabato 9 ottobre 2021 a Roma, in cui frange neofasciste hanno assaltato e devastato la sede nazionale della CGIL e un intero reparto del pronto soccorso dell’ospedale Umberto I. L’interrogazione si sofferma, in particolare, sulla figura di Roberto Fiore, tra i 12 arrestati, fondatore e attuale leader di Forza Nuova, l’organizzazione della destra ultraradicale che nell’ultimo ventennio è stata più volte oggetto di attenzioni da parte della magistratura in relazione ai numerosi casi in cui militanti e dirigenti di Forza Nuova sono stati condannati per aggressioni violente e altri reati. Si legge nell’interrogazione: “Fiore negli anni ’80 fuggì in Inghilterra per sottrarsi ad un ordine di cattura emesso in merito alle indagini sulla strage di Bologna, con le ipotesi di reato di associazione sovversiva e banda armata. Pur richiesta dalle autorità italiane, il Governo inglese rifiutò l’estradizione e Fiore tornò in Italia solo nel 1999 quando i reati di cui era accusato caddero in prescrizione. Si apprende da notizie di stampa che la polizia doganale del Regno Unito (HMRC) starebbe indagando su un flusso di denaro e movimentazioni finanziarie con finalità illecite, riferibili allo stesso Fiore attraverso decine di società, associazioni e trust cattolici di beneficenza. Nel 2020, il governo inglese avrebbe dovuto declassificare il voluminoso fascicolo del Ministero degli interni britannico sulle attività di Fiore e dei suoi sodali negli anni 1981-1989 e, più in generale, del disciolto gruppo di estrema destra Terza Posizione, poi confluito in Forza Nuova. Sembrerebbe peraltro che poco prima di depositarlo nell’archivio di Stato le autorità britanniche abbiano deciso di mantenerlo coperto dal segreto di Stato. Considerando che il 20 ottobre 2021 il Senato ha approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a valutare le modalità per dare seguito al dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista e alla conseguente normativa vigente, adottando i provvedimenti di sua competenza per procedere allo scioglimento di Forza Nuova e di tutti i movimenti politici di chiara ispirazione fascista, artefici di condotte punibili ai sensi delle leggi attuative della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana. A questo punto chiediamo ai ministri interrogati, ciascuno per la propria competenza, se non intendano intervenire per sollecitare le autorità britanniche affinché il fascicolo documentale riguardante Roberto Fiore venga desegretato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria”.

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MAGGIORANZA – DE PETRIS (LeU): “LAMORGESE, RDC E NUCLEARE: DA SALVINI SOLO CHIACCHIERE DA PAPEETE”

“Nel suo scomposto tentativo di riconquistare consensi Salvini continua a provocare e a creare falsi problemi con chiacchiere da Papeete. Insiste nell’alludere ad assurde dimissioni della ministra Lamorgese nonostante il premier abbia appena confermato la sua piena fiducia nella ministra. Chiede di revocare il Reddito di Cittadinanza pur sapendo che quello strumento è stato ed è ancora essenziale per evitare che alla crisi sanitaria si accompagnasse una crisi sociale incontrollabile”, afferma la capogruppo di Leu al Senato.

“Sono chiacchiere anche e soprattutto quelle sul nucleare. Due referendum popolari hanno già chiuso quella strada. L’indirizzo dell’Europa e del governo italiano è opposto: mira a potenziare al massimo le energie rinnovabili, ad accelerare la transizione ecologica, a ridurre molto più drasticamente di quanto si sia fatto sinora le emissioni. È su questa strada che si muove e si deve muovere il governo. Tutto il resto sono solo parole in libertà”, conclude la presidente De Petris.

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